Di tanto in tanto vi sarà capitato di sentire o leggere frasi del tipo “Trovata cura contro il tumore alla prostata…” oppure “sensazionale scoperte, un gruppo di ricercatori pare abbia trovato la cura…”

E poi?

Il vuoto. Ti ritrovi a pensare a mesi di distanza, magari perchè un tuo amico o peggio ancora un tuo parente si ammala, “dai che per questa malattia ho sentito che hanno scoperto una cura!” Cavolo, l’ha detto il telegiornale. E invece?

Vuoto.

A me sta cosa urta i nervi. Hanno scoperto o non hanno scoperto. Esiste una cura o non esiste una cura. Cos’è, devono vendere i giornali che fanno sti titoloni del cavolo? Le televisioni devono fare audience anche con i telegiornali? Perchè in tal caso basterebbe parlare di Ruby, o di Belen.

No, nulla di tutto questo. C’è una spiegazione scientifica.

Le sensazionali e mirabolanti scoperte si riferiscono a cure testate su animali di laboratorio. E noi siamo leggermente diversi da un coniglio o da un cane, lo capiamo tutti. Siamo persino diversi dalla scimmia quanto basta perchè alcune cure rivelatesi valide per i nostri amici primati risultino assolutamente ineficcaci su di noi.

Insomma le scoperte si riferiscono a sperimentazioni fatte su animali. La vivisezione.

Per vivisezione si intende qualsiasi esperimento eseguito su animale. Non tutti gli esperimenti prevedono la dissezione dal vivo, ma tutti sono cruenti. Per questo e per ragioni giuridiche, il termine vivisezione si usa come sinonimo più efficace e preciso del generico “sperimentazione animale”. I test su animali si effettuano spesso in risposta ad antiquate prescrizioni di legge e i risultati ottenuti sono aleatori e inutili.

Una volta praticati sugli animali, i test si ripetono poi sull’uomo, con altre forme e tempi, spesso senza informazioni  esaustivamente sui rischi e sui benefici che corre la persona che subisce la sperimentazione. Ed è qui che cade il palco. La tanto decantata cura per il tumore alla prostata testata su un topo… non ha nessun effetto sull’uomo.

Cani, primati, cavalli, ratti, topi, mucche, maiali, pecore, piccioni, furetti, rettili, pesci, uccelli, provenienti da allevamenti o, per alcune specie, catturati in natura. Ogni specie si differenzia per struttura fisica e biochimica dalle altre, perciò non esiste una specie che possa essere considerata modello sperimentale per un’altra. Gli “animali da laboratorio”, spesso frutto di selezioni e manipolazioni genetiche, frequentemente differiscono perfino dai loro simili in libertà. Anche le malattie indotte sugli animali a fini sperimentali sono diverse dalle patologie che si manifestano naturalmente.

Ne deriva la facile conclusione che la Vivisezione è inutile. E non serve un genio per capirlo. 😉

Tutte le informazioni che cerchi sulla vivisezione, comprese le petizioni in corso, le trovi sul sito della LAV

La Vivisezione è inutile ultima modifica: 2012-05-10T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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