Vi è mai capitato di versare una cauzione per comprare qualcosa o qualche servizio? Sicuramente si.

In alcuni casi il fatto di versare una cauzione ci sembra scontato: la cauzione per  l’acqua in bottiglia, la cauzione per la bombola del gas; in altri casi ci da quasi fastidio ma la accettiamo: quando si noleggia un camper o un auto bisogna lasciare al commerciante qualche centinaio di euro; in altri casi ci sembra una forzatura inutile o diventa addirittura una truffa: mi ricordo perfettamente di avere versato una cauzione per ottenere la tessera per il video noleggio. 25 euro. Una domenica noleggio un film, il lunedi lo restituisco e ricarico 10 euro. Il week-end successivo il negozio non c’era più. Dieci euro più venticinque di cauzione. Buttati!

Ma starete pensando: “dove vuole arrivare con sto discorso?”

Allora ecco la notizia riportata da Ansa.it: Una cauzione di 10 euro sull’acquisto di telefoni cellulari e smartphone, che verrebbe restituita alla fine del ciclo d’uso dell’apparecchio. E’ questa la proposta avanzata dal partito dei Verdi tedeschi per incentivare il riutilizzo dei vecchi prodotti e l’attenzione dei consumatori verso uno smaltimento dei materiali rispettoso dell’ambiente.

Dal momento che, secondo una stima, dimenticati nei cassetti dei tedeschi ci sarebbero circa 83 milioni di vecchi cellulari, secondo i Gruenen occorrere incentivare i consumatori a restituire i telefoni dove possano essere riciclati adeguatamente.

Ho frugato nei cassetti di casa: io ne ho 5 cellulari da buttare. Poi ho pensato al vecchio pc giù in cantina. La vecchia tv? E’ in garage.

Insomma ho qualche kilo di e-waste, è questo il nome che viene dato ai rifiuti elettronici, solo in casa mia. Ma quanti ce ne saranno a casa del mio vicino? E nel mio quartiere?, E in Italia? E nel mondo?

Nel mondo si producono 50 milioni di tonnellate di e-waste all’anno. E dove sono? Dove vanno a finire? Come si smaltiscono?

La cauzione è il primo passo di un progetto di sensibilizzazione sui pericoli di questi rifiuti. I rifiuti elettronici infatti contengono piombo, cadmio e diossine e non è proprio il caso di inquinare ulteriormente le nostre case già inquinate da COV, profumi sintetici, coloranti contenuti in detersivi, profumi, intonaci, vernici di mobili, ecc.

Il passo successivo deve essere quello del corretto smaltimento degli e-waste. Ma anche qui siamo molto lontani da una soluzione. Basta pensare che il 75% dell’e-waste prodotto in Europa scompare per magia. Si, scompare!

Viene esportato in Ghana come “prodotto di seconda mano” e finisce per trasformare l’Africa in una discarica.

E-waste. Cos’è e dove va a finire. ultima modifica: 2012-03-16T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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