Le spugne che troviamo in commercio sono realizzate con fibre di origine sintetica; in alternativa, a costi molto alti e fortunatamente ormai rare da trovare, quelle animali, le spugne marine, esseri viventi la cui uccisione compromette l’equilibrio dei fondi marini.
Esiste, però, un tipo di zucca, la Luffa (o Loofa), utilizzata e coltivata da tempo dai popoli che vivono nei paesi caldi come l’Indocina, l’Indonesia, le Antille francesi e l’Asia tropicale in genere. La Luffa viene coltivata come pianta ornamentale, alimentare, officinale e da fibra. In genere è una pianta che ha bisogno di caldo e umidità per crescere, ma sono ormai molte le realtà che la coltivano e commercializzano anche in Italia.
La Luffa appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e annovera una decina di specie, di cui una di particolare interesse, la Luffa cylindrica (o Luffa aegyptica), che è utilizzata soprattutto a scopo alimentare e per altri usi commerciali, tra questi la produzione di spugne vegetali dalla durata infinita.

La Luffa cylindrica produce frutti appartenenti al tipo dei peponidi, allungati e cilindrici: con la maturazione, la polpa del frutto si modifica e, da morbida e commestibile allo stadio giovanile, diventa all’interno fibrosa e spugnosa, e le sue fibre coriacee ed elastiche.
I frutti sono commestibili solo allo stadio giovanile e ricordano le nostre zucchine. A scopo alimentare sono utilizzate anche le foglie, i boccioli fiorali e i giovani frutticini.
Se il frutto viene fatto maturare sulla pianta diviene non più commestibile, si accumulano le sostanze amare e le fibre si lignificano: è a questo stadio che diviene possibile utilizzare lo stroma interno, ormai ridotto ad una rete di fibre elastiche, allontanando, attraverso macerazione nell’acqua, gli ultimi eventuali residui della parte polposa, la buccia e i semi.

Come si ottiene la spugna
A completa maturazione, il frutto ormai maturo viene fatto essiccare e, successivamente, pelato, distaccando la parte esterna, i residui di polpa e i semi.
Si scoprirà un frutto ricoperto di venature spugnose, fibroso, soffice ma incredibilmente resistente, leggero, di forma cilindrica e con dimensioni che arrivano anche a 50-60 cm di lunghezza con un diametro di 20: è però molto leggero, infatti pesa soli 30-50 grammi.

Come si utilizzano le spugne vegetali
Grazie alle caratteristiche fisiche e meccaniche delle fibre del frutto maturo, la Luffa matura diviene una spugna vegetale da utilizzare sia in cucina che in sala da bagno, naturale, ipoallergenica e biodegradabile.
Ha un’azione levigante della pelle, il massaggio effettuato con la Luffa bagnata e insaponata, durante la doccia o il bagno, produce un vero e proprio “peeling”, che elimina le cellule morte superficiali, con un effetto esfoliante che facilita il ricambio cellulare, rendendo la pelle morbida e liscia.
Per togliere gli inestetismi post ceretta, ossia i peli sottocutanei dovuti alla ricrescita, spalmate sulla pelle un olio emolliente o del sapone nero, fate agire per almeno un’ora, infine massaggiate delicatamente la vostra pelle con la spugna bagnata e insaponata.
Potrete massaggiarvi delicatamente, con movimenti circolari, sulla pelle asciutta con la spugna di Luffa asciutta anch’essa: questo movimento serve per riattivare la circolazione sanguigna, ma anche per effettuare uno scrub profondo, in particolare su quelle zone callose come gomiti e piedi.
Un massaggio quotidiano con la Luffa facilita l’assorbimento di eventuali creme anticellulite, migliorando anche la circolazione del sangue, una delle cause della cellulite stessa.
In cucina è perfetta in quanto abrasiva al punto giusto, toglie lo sporco, anche il più difficile, senza graffiare.
La Luffa si sciacqua facilmente, non trattiene sapone e asciuga rapidamente, dura moltissimo tempo ed è igienica. L’unica accortezza da osservare è quella di mettere la spugna ad asciugare una volta utilizzata.

Altri utilizzi
La Luffa viene utilizzata anche applicandole un manico di legno in modo da ottenere una “spazzola” per lavare la schiena; si confezionano anche manopole da bagno e delle strisce lavaschiena, con una parte di tessuto e una di Luffa, così da avere una parte un po’ più ruvida e una più morbida per le zone più delicate del corpo.
La Luffa di qualità più morbida e con la trama del reticolo più largo può venire impiegata per imbottiture e per riempimento di vari oggetti domestici (sedie, poltrone ecc.), oppure per confezionare dischetti detergenti per il viso, come suola per ciabattine di cotone o come solette sottopiede traspiranti per le scarpe, per imballaggi, come substrato per colture idroponiche.

Le spugne di luffa: naturali, ecosostenibili, eterne! ultima modifica: 2013-01-18T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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