Punto primo. Un pò di sano amarcord.

A chi ha avuto la fortuna di muovere i primi passi calcistici a fine anni settanta o inizio anni ottanta la frase “Ragazzi sta per finire l’acqua” non suona nuova. Era l’allenatore che avvisava gli ultimi che si attardavano sotto la doccia, che l’acqua, quella calda, stava per finire. Rimaneva quella fredda. Poco male, a 10 anni chi se ne fregava di farsi la doccia con l’acqua fredda. Anzi era un divertimento.

Ecco, ai giorni nostri la frase suona un pò più catastrofica.

Sta per finire l’acqua sta a significare che sta per finire l’acqua. Punto. Non quella calda, quella “buona”, quella utilizzabile per farsi la doccia, per lavarsi i denti, per fare la pasta, per berla. Non è un caso che la si chiami anche “oro blu”. Sta diventando sempre più preziosa.

Punto due. Un pò di numeri.

Una indagine Eurobarometro dimostra la consapevolezza che ha il popolo europeo del problema. Il 68% degli europei pensa che la qualità dell’acqua nei loro paesi sia un problema grave. I più preoccupati sono i greci (il 90% del paese), i più sereni invece gli austriaci (solo il 26%). Per il 37% degli europei la qualità dell’acqua nel paese di appartenenza è deteriorata negli ultimi 5 anni, contro il 30% che pensa sia rimasta la stessa, e il 27% che percepisce un miglioramento.

L’inquinamento chimico (75%) ed il clima (50%) sono percepiti come le principali minacce alle risorse idriche, su cui secondo una percentuale altissima (85%) avranno effetto anche i cambiamenti climatici. Per la quasi totalità, però (90%) sono l’industria e l’agricoltura ad avere un effetto sulla qualità e sulla quantità dell’acqua. Infine, otto intervistati su dieci giudicano pericolosi anche i consumi domestici.

Gli europei temono che l’oro blu stia per finire.

Ragazzi sveglia, l’acqua sta per finire.

Ragazzi sta per finire l’acqua. ultima modifica: 2012-03-30T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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