Questa storia può essere raccontatata grazie all’esistenza di questa sostanza, il Nonilfenolo.

Viene da dire: “mai usata, mai sentita, sarà contenuta in qualche vernice industriale, in qualche potente disinfettante…”

Sbagliato!

I prodotti tessili di vari marchi (Abercrombie & Fitch, Adidas, Calvin Klein, Converse, G-Star RAW, H&M, Kappa, Lacoste, Li Ning, Nike, Puma, Ralph Lauren, Uniqlo e Youngor) contengono “sostanze pericolose usate per la produzione di abiti e tessuti, come i nonilfenoli etossilati (Npe), che vengono rilasciate nell’ambiente dopo il lavaggio degli abiti in casa. Queste sostanze si disperdono nei fiumi, nei laghi e in mare dove si trasformano in un composto più pericoloso, il nonilfenolo (Np). Il nonilfenolo è persistente perché non si degrada facilmente, bioaccumulante perché si accumula lungo la catena alimentare e può alterare il sistema ormonale dell’uomo anche a livelli molto bassi. Questo avviene ovunque gli articoli di abbigliamento sono sottoposti a lavaggio in  casa. In un certo senso, le aziende che usano queste  sostanze chimiche nella loro filiera produttiva rendono i consumatori complici dell’inquinamento delle risorse  idriche senza che questi ne siano consapevoli.”

SEmplice no?

I risultati di questa indagine dimostrano che l’impatto dell’industria dell’abbigliamento non si ferma al Paese di produzione ma arriva ai Paesi consumatori creando un ciclo globale dell’inquinamento tossico. Anche se l’uso di nonilfenoli etossilati nell’industria tessile è bandito nell’Unione europea, queste sostanze pericolose continuano ad arrivare tramite canali di mercato.

E’ chiaro che gli scarichi tossici delle fabbriche tessili si riversano direttamente nei fiumi dei Paesi di produzione come Cina, Vietnam, Filippine, Thailandia, Sri Lanka e Turchia, dove le norme di legge non prevedono restrizione all’utilizzo di sostanze altamente inquinanti che danno origine ai Nonilfenoli etossilati altamenente inquinanti. Fermo restando che il pianeta è uno e unico e quindi l’acqua inquinata in Cina dovrebbe infastidirci e preoccuparci quanto l’acqua inquinata in Italia o in Europa, il problema nasce quando, una volta acquistato un nuovo capo di abbigliamento, lo portiamo a casa per il primo lavaggio.

Uno studio di Greenpeace dimostra che in quasi la metà dei campioni analizzati, oltre l’80% dei nonilfenoli etossilati presenti nel tessuto appena comprato sono fuoriusciti dopo un solo lavaggio”.

Compri un paio di pantaloni, li porti a casa, li lavi e inquini. Per non pensare a cosa metti direttamente a contatto con la tua pelle.

Che dire: problemi dell’inquinamento globale.

“Panni sporchi” e inquinanti ultima modifica: 2012-04-02T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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