Quando ha sentito parlare di un pescatore in pensione che riferiva di aver rinvenuto centinaia di delfini morti sulla costa settentrionale del Perù, il primo commento del veterinario e direttore dell’organizzazione di salvataggio dei mammiferi marini ORCA Carlos Yaipén fu: “E’ impossibile.” Ma quando Yaipén, dopo aver viaggiato lungo 135 kilometri di costa, ha terminato di contare i corpi dei poveri animali il bilancio delle vittime era ancora più importante.

In base alla conta del dottore Yaipén e dei volontari il numero dei delfini morti è più di 3000.

La moria di massa verificatasi in Perù è la più grande mai registrata in tutto il mondo.

Gli spiaggiamenti, iniziati nel mese di gennaio, sono un mistero marino che non può essere svelato?

Sul posto ora, ad indagare sulle possibili cause, c’è anche Hardy Jones, co-fondatore di BlueVoice.org , arrivato nel paese latino americano, dopo essere stato allertato da Carlos Yaipén, , che continua tristemente ad aggiornare il numero dei delfini morti.

Lo stress, i contaminanti tossici e il petrolio riversato in mare negli ultimi anni, possono aver reso i mammiferi marini più vulnerabili agli agenti patogeni quali virus, ha detto Peter Ross, un ricercatore presso l’Istituto canadese di Ocean. Ma la vera causa della strage potrebbe essere l’impatto acustico causato dalle navi che utilizzano sonar in acque profonde disorientando i delfini perché danneggiano le ossa dell’apparato uditivo dei mammiferi.

I segnali sonar, che creano vere e proprie raffiche di onde sonore, sono usati per la ricerca di petrolio.

Non bastavano i disastri ambientali causati dal petrolio durante le trivellazioni o durante il trasporto?

Adesso ci sono anche i disastri ambientali causati dalla caccia all’oro nero.

Liberamente tradotto da Current.com
Migliaia di delfini morti: la causa è la ricerca di petrolio? ultima modifica: 2012-04-11T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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