E’ iniziata l’era del post petrolio. Così si dice. Molti scienziati affermano che abbiamo superato il momento di massima produzione, il cosidetto picco di Hubert. Passato questo picco la produzione mondiale di petrolio comincia a diminuire perchè non siamo in grado di trovare nuovi giacimenti per sostenere la crescente domanda di questa risorsa naturale che sembra irrinunciabile.

Gli ultimi giacimenti hanno enormi costi di estrazione compensati dal continuo aumento dei prezzi di questa risorsa e dei suoi derivati. L’aumento del prezzo è conseguenza delle difficoltà di estrazione ma può essere inteso come conseguenza diretta della carenza di materia prima da estrarre.

Dal petrolio ricaviamo combustibili per far muovere auto, camion, treni, aerei, navi e quindi per trasportare merci e persone; produciamo l’energia per riscaldarci dentro casa; fibre sintetiche per abbigliamento;  plastica per produrre una marea di prodotti di uso quotidiano: pc, contenitori, elettrodomestici, accessori, componenti per qualsiasi settore; colori e vernici; ingredienti di vario genere per detersivi, cosmetici e farmaci; l’energia per far funzionare le aziende produttrici della maggior parte dei beni di largo consumo che utilizziamo tutti i giorni.

Si può vivere in un mondo senza plastica? Sembra di si. Sembra lo abbiano già fatto i nostri nonni e in tempi differenti da quelli ricchi di opportunità in cui viviamo noi.

Noi abbiamo la possibilità di sfruttare fonti di energia rinnovabili. Possiamo produrre energia per le nostre auto sfruttando l’alcool, l’idrogeno oppure l’aria; possiamo produrre energia per le nostre case e fabbriche sfruttando la forza del sole; possiamo produrre plastica sfruttando il mais.

Abbiamo le conoscenze e le opportunità per vivere senza petrolio.

Pensa, esistono già i detersivi ecologici prodotti senza l’utilizzo di ingredienti di origine petrolchimica. 😉

L’ultima goccia di petrolio ultima modifica: 2012-01-12T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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