Viviamo in un mondo inquinato. Sono inquinati gli oceani a causa del petrolio e delle migliaia di sostanze chimiche inquinanti che riversiamo in essi; sono inquinati i fiumi a causa delle schifezze che ogni giorno scaricano le nostre fabbriche e i lavandini delle nostre case. E, naturalmente, va da sé, l’aria che respiriamo è impermeata di una varietà di sostanze chimiche potenzialmente dannose risultato di processi industriali, inquinamento delle nostre macchine, delle nostre caldaie e di migliaia di agenti chimici che abitualmente utilizziamo nella normale routine quotidiana (tra cui deodoranti, detersivi, profumi).

La scarsa qualità dell’aria é causa di una enorme varietà di problematiche, dai disturbi minori come il mal di gola, all’asma e persino il cancro nei casi più gravi. Ne sono una dimostrazione le vittime dell’amianto.

L’aria che respiriamo è ovviamente di vitale importanza non solo per la nostra salute ma anche quella del pianeta nel suo complesso.

Ma cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per migliorare realmente la qualità dell’aria che ci circonda? E in particolare, visto che la maggior parte del tempo la trascorriamo in ambienti chiusi, nelle nostre case e ancora di più in ufficio?

E’ scontato dire “diminuiamo l’uso della macchina, l’uso di profumi, l’uso di detersivi, ecc.ecc.” Ma un nuovo studio della NASA ha introdotto un concetto molto interessante: l’uso di piante da appartamento per pulire l’aria.

Sono state testate centinaia di piante per vedere quali siano le più efficienti per la purificazione dell’aria in una camera sigillata. I risultati sono stati sorprendenti.

La Felce di Boston (Nephrolepis exaltata) è in assoluto la pianta in grado di rimuovere più di qualunque altra la formaldeide dall’ambiente e sopravvive benissimo anche in ambienti poco luminosi.

La Areca (Chrysalidocarpus lutescens) rimuove  xilene e toluene dai nostri ambienti.

L’Anturio (Anthurium andreanum) è leader nella purificazione da ammoniaca 

L’Edera variegata (Hedera helix variegata) può stare in una ciotola anche accanto al computer e assorbire fino a 12 microgrammi/ora di formaldeide.

La Aglaonema crispum. Se vi manca il pollice verde, ecco la pianta che fa per voi. Ha la particolare caratteristica di incrementare nel tempo la sua capacità di assorbimento di tossine se esposta per tempi lunghi ad ambienti inquinati.

Il Ficus benjamina è la più conosciuta tra le piante d’appartamento e anche una buona consumatrice di formaldeide. Non è adatta a chi non ha il pollice verde, infatti richiede un ambiente costantemente umido e buone e costanti irrigazioni. Non sopporta il freddo, né il secco. E tuttavia, se in piena salute, è un vero spettacolo.

Per quel che mi riguarda, mi sa che mi concentrerò sulla Aglaonema, il Ficus non fa per me.

Le piante per purificare l’aria ultima modifica: 2012-02-24T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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