Da bambino devo essere stato prepotente. Non ne sono sicuro e non ho ricordi di episodi in cui abbia discriminato qualcuno. Anzi mi ricordo di essermi sempre interessato a chi, in un preciso momento, non aveva la mia stessa fortuna. Per fare un esempio, non ero come il mio amico Andrea che si nascondeva dietro l’angolo di casa a finire la merendina prima di raggiungerci a giocare; o faceva finta di correre a fare la pipì per bere il succo da solo e non condividerlo con tutti noi. Io condividevo, aspettavo chi era in ritardo, aiutavo chi ne aveva bisogno.

Ma ricordo le parole di mia nonna che mi diceva “guarda che mica devono fare tutti le cose come vuoi te”.

Forse questo dipende dal fatto che mi sarebbe piaciuto giocare al gioco che preferivo io e come preferivo io. Questa cosa mi ha fatto riflettere e sono bastate poche parole dette da un amica per avere la folgorazione del giorno. “Non c’è una sola strada”

In realtà mi chiedo spesso se ci sia solo una strada da percorre. Un solo modo per fare una cosa, per sviluppare un progetto, portare avanti una conversazione.

La risposta è sempre e solo no. Non c’è un solo modo di fare una cosa.

Abbiamo tutti una visione diversa delle cose, degli avvenimenti e dei “prodotti” (ma ai prodotti ci arrivo poi). E fin qui va tutto bene. Il difficile viene ora.

Accettare i punti di vista diversi e cercare di capire i motivi che spingono le persone ad agire in modi diversi da quelli che noi ci saremmo aspettati è la parte difficile. E una spiegazione c’è sempre. A volte basta chiedere lumi e non arrogarsi il diritto di additare e criticare la posizione di qualchun altro.

Ma torniamo al prodotto, e in particolare al detersivo, visto che questo è un blog che dovrebbe parlare di detersivi ecologici.

Non esiste un solo modo di fare detersivi. Ci sono quelli di origine petrolchimica e quelli di origine vegetale. Tra quelli petrolchimici ci sono quelli più o meno inquinanti, più o meno irritanti, più o meno costosi, più o meno profumati con profumi sintetici, più o meno chiari nelle indicazioni in etichetta. Non esistono quelli più chiari nell’indicazione degli ingredienti (gli ingredienti non sono nemmeno elencati).

Si possono fare le stesse distinzioni anche in quelli ecologici. Quelli più o meno profumati, o addirittura non profumati, quelli meno costosi o più costosi e così via. A queste caratteristiche si aggiungono quelli certificati e quelli no e una distinzione che tra i detersivi petrolchimici non c’è: i veri ecologici e i falsi ecologici. E’ chiaro che non esistono i veri detersivi petrolchimici e i falsi detersivi petrolchimici.

L’utilità di distinguere tra veri prodotti biologici è indubbia, soprattutto se paragoniamo prezzi, qualità, durata ed efficacia. Ma non credo valga la pena paragonare gli ingredienti. Dire che è un pochino meno inquinante questo rispetto a quello senza pensare che entrambi fanno di gran lunga molto meglio dell’ingrediente X contenuto nel detersivo petrolchimico che nessuno osa andare a cercare e criticare è un limite non da poco.

Un vero detersivo ecologico ha lo stesso identico valore di un altro vero detersivo ecologico. Vanno entrambi nella stessa direzione, magari arriveranno a destinazione dal consumatore percorrendo strade diverse, ma la direzione è la stessa.

Poniamoci altre domande e spieghiamo a chi non ha voluto nemmeno provare un detersivo alternativo a quello pubblicizzato in tv cosa significhi usare un detersivo ecologico.

Mia nonna semplicemente avrebbe detto “non facciamo la guerra dei poveri”.

 

La guerra dei poveri tra i detersivi ecologici ultima modifica: 2012-05-14T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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