In ciascuna delle nostre case decine di prodotti, più o meno utili o addirittura inutili, fanno bella vista di sé spesso allineate proprio nel posto più pericoloso (sotto il lavandino in cucina o sopra la lavatrice: luoghi alla piena portata dei più piccoli).

Capita poi, non così di rado, di acquistare un nuovo lavapavimenti o un detersivo per bucato solo per il gusto di provarne la profumazione, novità di mercato.

E il tasso d’inquinamento casalingo da plastica e sostanze chimiche, nocive soprattutto per i bambini, inevitabilmente si alza.

Senza contare che gli ingredienti di natura petrolchimica presenti nei detersivi lasciano residui sulle superfici pulite:

  • Hai lavato il pavimento? Pensa al tuo bimbo che cammina gattoni e poi si porta le dita alla bocca: cos’ha ingerito? Semplice: EDTA, parabeni, perossidi, sbiancanti ottici, ecc.
  • Hai pulito il forno? Alla prossima accensione cosa immetterai nell’aria di casa?
  • Hai risciacquato con il detersivo water o doccia? Cosa inalerai la prima volta che azionerai lo sciacquone o allorché, nel box, libererai l’acqua calda respirandone i vapori? Un sostanzioso aerosol chimico!

Considera, infine, quanta acqua utilizziamo per l’igiene del pavimento, del bucato, dei piatti: la scarichiamo insieme ai detersivi, rimettendola in circolo.

Corsi d’acqua, laghi, mare: tutto inquinato.

 

Il detersivo chimico tradizionale: pericoli e danni ultima modifica: 2011-11-08T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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