La vita è fatta di scelte. Ne facciamo a centinaia ogni giorno, più o meno importanti, ma le facciamo.

Scegliamo cosa mangiare per colazione, scegliamo se andare a destra o a sinistra ad un incrocio, scegliamo dove fare la spesa. Alcuni giorni facciamo scelte un attimino più importanti: che scuola far frequentare ai nostri figli, che macchina acquistare, dove vivere, con chi.

Piccole o grandi, importanti o frivole, sono tutte scelte. Quindi non ditevi mai che non potete scegliere.

Semmai ditevi e ripetetevi di non voler scegliere, di farvi trasportare dalla corrente, di lasciar scegliere qualcun altro al vostro posto.

Discorsi filosofici a parte, parliamo di una scelta apparentemente frivola: dove fare la spesa?

C’è il supermercato, l’ipermercato, il negozio sotto casa, il supermercato biologico, il negozio biologico, il GAS.

Il GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) è una nuova (mica tanto) esperienza di acquisto per liberarsi dalla schiavitù del supermercato che non ci fa scegliere. La chiamate scelta decidere se acquistare il prodotto A o B che differiscono solo per l’etichetta? E magari sono prodotti dalla stessa azienda? E non sapere dove e come sia fatta una cosa che scelta ci può far prendere? Chi è stato sfruttato per confezionare quel gioco o vestito? O ancora che ingrediente è l’E-121?

Sono tutte scelte già prese da altri al nostro posto.

I GAS esistono ormai da anni, sono a centinaia in Italia e sono organizzati in una rete che tiene traccia costante delle operazioni dei GAS, dei fornitori, dei nuovi gruppi, delle nuove esperienze e delle nuove conoscenze. (www.retegas.org)

E a parlare con i nostri nonni o i nostri genitori scopriremmo che l’esperienza del GAS esiste da ancora più tempo. Non si chiamavano GAS ma famiglie o rioni o contrade, o semplicemente gruppi di amici.

Mi ricordo mio papà che tornava a casa con scatoloni pieni di scarpe. Si, scarpe. Mio papà era un venditore ambulante e tra i suoi clienti c’era una fabbrica di scarpe. Due volte all’anno raccoglieva le taglie dei vicini di casa, partiva col furgoncino pieno di scope, carta igienica, saponi vari e tornava con le scarpe. A volte con lo speck, a volte con le mele, a volte con il vino, il formaggio, ecc.

Raccoglieva l’ordine per un gruppo di parenti e amici, ordinava, ritirava dal produttore e distribuiva. Faceva tutto da casa mia.

Ora i GAS si riuniscono nelle scuole, nelle case dei membri, nei marciapiedi sotto casa. La formula è la stessa.

E’ l’alternativa al sistema che non ti fa scegliere.

 

 

 

 

Non scegliere, non prendere posizione, è un modo per essere accettati dagli altri.

Le nostre scelte non possono essere sempre condivise. Le non scelte invece si.

Da quanto esistono i Gruppi di Acquisto Solidali? ultima modifica: 2012-05-18T00:00:00+00:00 da Fabrizio Zanetti

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